| “Facciamo l’amore nella cabina, con fuori la pioggia ed il riflesso dei fulmini. Quando ho letto il copione ero “appanicata” da morire all’idea di mostrarmi tutta nuda, volevo addirittura chiedere di togliere la scena, ma poi mi sembrava eccessivo. Così mi sono tuffata, con un perizoma di cui poi hanno “tagliato” i lacci”. E’ pudica Mary Petruolo, la diciannovenne protagonista del film “Questo piccolo grande amore”, e per fortuna in suo soccorso è arrivato il co-protagonista, per cui riserva parole dolci: “Emanuele (Bosi) mi ha molto protetta – ha raccontato a “Vanity Fair” - cercava di coprirmi il più possibile, mettendo il suo corpo davanti alla cinepresa”. Il film, il cui titolo cita l’omonimo successo musicale di Claudio Baglioni (che firma, oltre alla colonna sonora, sceneggiatura e soggetto) è ambientato negli anni settanta, un’epoca che la giovane Mary non ha vissuto: “I settanta li immagino colorati, ricchi di contestazioni, di persone che volevano costruire valori nuovi. Belli più di oggi…”, anche se non si riconosce nella “libertà sessuale” che ha caratterizzato quegli anni: “Sarà che io vengo dalla provincia di Caserta, ma tutta questa liberazione sessuale non c’è stata, almeno non dappertutto. Io ho ancora amiche che vogliono arrivare vergini al matrimonio, e altre che si sentono in colpa per aver perso la verginità”.
ARRIVA CLAUDIO - Il film, che è “anche divertente” l’ha fatta piangere in più di un’occasione: “Riccardo (Donna), il regista, nelle scene cruciali faceva partire a tutto volume le canzoni di Baglioni: alle prime note io mi mettevo a piangere. “Quando ti voglio” è stata tutta una lacrima, anche quando mi sono rivista”. Il merito, o la colpa, è dei testi del celebre cantautore che “è arrivato sul set un giorno che nessuno se l’aspettava. Mi ha salutato, volevo chiederle un autografo per mia zia che è una sua grandissima fan. Non ho avuto il coraggio”. SAN VALENTINO CON PAPA’ - Tra televisione (“Raccontami”) e cinema, Mary non ha tempo per l’amore: “Non ho un “Piccolo grande amore”, sono single. Tanto che San Valentino mi sa che lo festeggio con papà. Non so se c’è stato un primo amore, la prima storia l’ho avuta e non avuta. E mi dispiace, adesso è troppo tardi. Non sono sicura che fosse proprio il grande amore, quello che non dimenticherai: io le farfalle nello stomaco non le ho mai sentite. Però e durata un anno e mezzo”. Poi niente: “Non ci sono stati altri fidanzati. Sono sempre occupata nello studio, perché sono un po’ secchiona e volevo a tutti i costi diplomarmi al liceo linguistico pubblico, senza sconti, anche se lavoravo già e non è stato facile. Poi c’è stata la danza, che ho fatto per anni, e le continue trasferte di lavoro. Adesso vivo a Roma e sono più tranquilla, ma al momento non c’è nessuno”.
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